di sr Patrizia Ventura

L’episodio di Astolfo che va sulla Luna a recuperare il senno perduto di Orlando è uno dei più significativi dell’“Orlando furioso”, nella sua leggerezza e nell’ironia amabile di Ariosto.

Secondo il nostro autore, sulla Luna vanno a finire tutte le cose che abbiamo perduto sulla Terra, o a causa della Fortuna, o del tempo che passa, o a causa nostra…la sola cosa non si troverà mai sulla Luna è la follia, che ha la sua casa sulla nostra Terra!

Cosa c’entra Astolfo, la Luna, il senno, la follia dell’”Orlando furioso” con la didattica a distanza?

A parte il fatto contingente che è stato da poco per me argomento di spiegazione, tramite una delle varie piattaforme che noi insegnanti stiamo utilizzando per continuare ad insegnare, mi sembra che Ariosto ci offra qualche spunto per una breve riflessione, nella leggerezza che gli è propria, senza pretese dunque di esaurire questo complesso argomento e senza pretese di avere da dire chissà quale verità.

Una delle cose perdute che Astolfo trova sulla Luna è il TEMPO: ebbene sì, questa didattica a distanza prende molto tempo, per capire gli strumenti poco o mai usati prima d’ora, per aiutare i nostri ragazzi a usarli (i nativi digitali non sono così esperti come crediamo), per aspettare che tutti si connettano, per far partecipare tutti, quando tra attivare e disattivare l’audio passa il tempo di un caffè, per recuperare i lavori inviati, a volte in ritardo, nei modi più svariati, per far comprendere le correzioni a distanza…per contattare i genitori senza poterli convocare a scuola di persona…

E’ un tempo perduto  rispetto alla  relazione faccia a faccia guardandosi in  viso, usando un’intonazione della voce, accogliendo qualche lacrima che ogni tanto compariva…Quel tempo, in classe,  di consolazione e di risate: sì, perché a scuola oltre a lavorare ci si diverte, o meglio è un lavoro che nella sua fatica ti fa anche vivere, e ridere, nel senso più bello, perché ti mette a contatto con la vita che cresce…

Un tempo perduto per i più piccoli e i più fragili, perché chi aveva bisogno di essere seguito da vicino per essere attento, per svolgere i compiti, per aver spiegazioni, oggi fa fatica, a volte è “tornato indietro” in alcuni modi di esprimersi e nella comprensione delle varie discipline.

Un tempo che abbiamo cercato di riprendere attraverso questi mezzi tecnologici, che comunque ci aiutano a non perdere del tutto il contatto con i ragazzi, ma ci sentiamo un po’ come Astolfo, a tentare un’impresa un po’ bizzarra, non sarebbe questo il modo in cui vorremmo “lasciare un segno”, insegnare….

Un tempo che cerchiamo di restituire sempre a loro, ai ragazzi, rispondendo alle chat che inviano di sera, di sabato, di domenica, per tranquillizzarli sui lavori mandati all’ultimo, accettando di interrogarli quando si presentano volontari fuori dalle ore di lezione stabilite.

E in questa Terra, ove ha sede la pazzia, secondo l’ironia di Ariosto, una Terra che appare così piccola vista dalla Luna, e dove molti che sembrano avere il senno, non ne hanno tanto (Astolfo sulla Luna trova pure una parte del suo!)….continuiamo con questa Dad = didattica a distanza, a volte dicendo che è magnifica e che sostituisce pienamente la Didattica in presenza….sarà  un  “rametto” di pazzia che ci fa dire cose strane?

Forse dovremmo avere il coraggio di dirci che è un mezzo che ci aiuta, ma che non è la stessa cosa, che aspettiamo di vederci, che da insegnanti aspettiamo di in-segnare (e un solco si traccia chinandosi) e di sorridere guardandoci negli occhi.