di Sr Maria Paola Aiello

Potremmo dire che ufficialmente sono trascorsi due mesi.

Ma questa grande avventura è iniziata per me a gennaio 2020 e ancora più intensamente a fine gennaio inizio febbraio. Cominciavano ad arrivare le prime notizie dalla Cina, sempre più allarmanti, ma nei nostri “deliri di onnipotenza” la Cina ci sembrava davvero molto lontana e faticavamo a prendere consapevolezza dell’entità dei vissuti di tanta popolazione! Poi la notizia della prima coppia di cinesi a Roma… a quel punto ho avvertito salire intorno a me un fenomeno noto come “bradisismo”, nel nostro caso “interiore, psicologico, spirituale!”: si alzava il livello dell’attenzione, poi della preoccupazione, poi della paura, poi ancora dell’ansia…

Ma perché tanta preoccupazione, ci chiedevamo. Quante epidemie ci sono state nel mondo in questi ultimi decenni, eppure non eravamo così preoccupati; quanti terremoti e quante vittime, migliaia; quante guerre in un ritmo crescente in questi ultimi anni e nei mesi più recenti con decine di migliaia di uccisi; quanti barconi affondati nel Mediterraneo, tanto che il “Mare Nostrum” è diventato un immenso cimitero; quante vittime della fame decimate nei continenti più poveri…

Eppure mai una preoccupazione, una ansietà come quella che sentivamo raggiungerci giorno dopo giorno. Perché, ci chiedevamo? E nella risposta che spontanea affiorava prendevamo pian piano consapevolezza di quanto fossimo schiavi del “nostro ego”: avevamo paura per noi, per la nostra incolumità, avevamo paura dello “sconosciuto”, di un nemico subdolo, insidioso che ci minacciava e da cui non sapevamo come difenderci, temevamo tutto ciò che sfuggiva al nostro controllo, che diventava sempre più imprevisto e imprevedibile, incontrollabile. Sì, iniziavamo a fare l’esperienza che la realtà ci sfuggiva di mano, non potevamo controllarla, che la vita non era nelle nostre mani, che la morte ci raggiungeva “come un ladro nella notte”, senza conoscere come, quando, attraverso chi!!!

Vissuti che nel mese di marzo hanno raggiunto decine di migliaia di persone, nuclei familiari che hanno sperimentato sofferenze, dolore, tanto dolore, fino all’estremo limite della morte: si, tanta morte… Accettare che siamo limitati, piccoli, interdipendenti non è scontato! Come credenti accogliere e vivere come un dono la nostra creaturalità e radicale povertà ci chiedeva un affidamento totale nelle mani del Dio della vita, l’esercizio autentico della fede in Dio che vince la morte!

Pochi, o quasi nessuno era a conoscenza dell’origine di una frase che ha circolato a lungo: “Andrà tutto bene”! All’inizio era di sostegno e di conforto, poi tutto ha cominciato a vacillare. La paura, l’ansia, l’angoscia, l’imprevedibilità degli eventi, il dolore che si protraeva nel tempo chiedevano una parola che non poteva essere unicamente umana. Si delineava sempre più esigente un ascolto, una vicinanza, una presenza che rendessero tangibile il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio, morto e risorto, nostra speranza e nostra vita! E allora le parole “tutto sarà bene” e “ogni cosa sarà per il bene”, che la B.ta Giuliana di Norwich si è sentita dire dal Signore Gesù potevano assumere il loro autentico significato: sì, nell’esperienza profonda, nella certezza dell’amore di Dio, che nel Figlio ci dona la sua vita e rimane sempre con noi, proprio “nella” esperienza del dolore e della morte.

Per me, ausiliatrice, due mesi di ascolto profondo di tante persone, preti, religiose, laici, sposati o no, giovani o adulti: ciascuno col proprio personalissimo dolore da portare a Dio!

Mi è stato donato di vivere a una nuova profondità il nostro carisma: “Aiutare l’uomo a raggiungere lo scopo per cui è stato creato”: accompagnamento spirituale, esercizi spirituali “adattati” al tempo di COVID-19!

Sr Maria Paola, con l’aiuto di un amico, ha realizzato questo video come segno di speranza, proprio durante i giorni di grande sofferenza per Bergamo, la città in cui vive.