La Famiglia Ausiliatrice, che condivide il carisma e la spiritualità proprie dell’Istituto,

è formata dalla suore, da una fraternità delle Ausiliatrici secolari e da alcuni gruppi di laici e associati.

La fraternità

Tra le vocazioni presenti nella Chiesa vi é anche la secolarità consacrata.

Le ‘secolari’ sono donne che hanno accolto l’invito a cercare di essere segno e testimonianza del Vangelo là dove sono naturalmente inserite, nel loro quotidiano, professionale e relazionale.
La loro consacrazione non è dichiarata pubblicamente, per lo più vivono sole o in famiglia, provvedono alla loro esistenza e partecipano alla vita sociale del loro ambiente di vita: come “lievito nella pasta” il loro agire mira a cooperare per instaurare un mondo più giusto e fraterno sia nelle relazioni che nelle strutture.

La secolarità consacrata è presente anche nella famiglia Ausiliatrice attraverso la FRATERNITÀ’ DELLE AUSILIATRICI SECOLARI. 

Le secolari ausiliatrici pur con stile di vita diverso, condividono il carisma e la spiritualità propri dell’Istituto: sono presenti in Belgio, Colombia, Francia, Giappone , Italia, Messico e Spagna.
Presenze solitarie, ma non isolate, sono unite da legami fraterni e dalla sensibilità ed attenzione per le situazioni di sofferenza e di esclusione che incontrano nel loro ambiente di vita e di relazioni : condividendole, più o meno virtualmente, partecipano alla ricerca di senso e di speranza!

Anna, un’Ausiliatrice secolare, si racconta:

Personalmente, nella vita professionale prima e adesso nel volontariato, sono stata e sono assai interpellata dalle situazioni di sofferenza e di esclusione. Il desiderio che muove la mia preghiera e il mio agire con le persone e le strutture é quello di cercare di comunicare fiducia ed accompagnare chi fa fatica a trovare e dare un senso a percorsi difficili e agli eventi che talora attraversano e sconvolgono le esistenze….
Non mi sono mai mancate, né mi mancano tuttora, le occasioni perchè in oltre settant’anni di vita le relazioni intrecciate sono tante, inoltre da quando sono in pensione do’ un po’ del mio tempo e delle mie competenze al problema delle migrazioni.

Gli “Amici” delle Ausiliatrici

Ogni anno, durante l’estate, alcuni laici che vivono la nostra spiritualità o si ispirano ad essa per vivere la loro vita, si ritrovano per un campo di lavoro, riflessione e preghiera. Assieme a loro alcune ausiliatrici. Vengono da Torino, Bergamo, Sanremo, Roma, Cosenza e Matera.

Un po’ di storia…

Dagli inizi della fondazione dell’Istituto nel 1856, la fondatrice Maria della Provvidenza vedeva una grande famiglia spirituale, di cui le suore ausilaitrici erano il nucleo centrale ma alla quale si aggregava tutto un mondo di laici e anche di sacerdoti. Voleva che la casa religiosa fosse come un focolare da cui l’amore si diffondesse… “Noi inviteremo tutti ad aiutarci e a realizzare la nostra vocazione: pregare soffrire e agire per le anime del Purgatorio”.
Quindi, dal 1857, l’Associazione per i laici fece parte della “famiglia”. In seguito, in tutti i paesi dove c’erano delle comunità, un gran numero di persone rispose all’invito di Maria della Provvidenza in diversi modi vivendo con le suore una parentela spirituale, uniti tramite la preghiera e le opere di misericordia.

Oggi in Italia, come in altri paesi, alcune persone fanno parte dell’Associazione ed alcuni amici hanno scoperto il carisma dell’Istituto e desiderano condividerlo anche mediante l’assunzione di un impegno formale nella Chiesa.
Ascoltiamo le testimonianze di alcuni di loro.

Abitiamo tutti nello stesso quartiere. Alcuni di noi, da anni vivono l’impegno come cristiani con scelte di apostolato in parrocchia tramite forme di servizio nella catechesi, presso i malati, in Caritas e anche con impegni esterni, nella diocesi e presso l’ospedale. In fondo, cerchiamo, nella quotidianità, di vivere l’essere cristiani prima di tutto nella vocazione familiare. Ciò significa sia l’apertura delle nostre case sia scelte di vita che ci portano a riflettere e condividere l’ingiustizia, l’immigrazione, l’abbandono di chi non si sente amato.

Nel nostro cammino di vita, abbiamo scoperto, per circostanze diverse, la figura della fondatrice dell’Istituto delle Ausiliatrici: una donna ancora attuale, pronta a rispondere ai bisogni del suo tempo che ci ha spinto ad intraprendere un percorso spirituale per noi nuovo.

La comunità delle Ausiliatrici di Roma ci ha così accolti, facendoci sentire sempre più parte della famiglia. Ciò si è realizzato attraverso la partecipazione alle celebrazioni che si svolgevano da loro, con la semplicità di chi cerca l’incontro nell’Eucaristia e nella condivisione fraterna e, successivamente, con una formazione più approfondita sull’Istituto, la fondatrice e la spiritualità ignaziana.

Infine, abbiamo conosciuto le diverse comunità presenti in Italia, con cui abbiamo condiviso momenti forti dell’Istituto.
Tutto questo ci porta, oggi, a sostenere, innanzitutto con la preghiera, ciascuna Ausiliatrice in quell’esperienza di universalità che raggiunge gli “estremi confini della terra”. Siamo consapevoli che tutto ciò ci è stato donato e ci sentiamo strumenti nelle mani di Dio.

Anna Bogani, Lilli e Dino Crudele, Anna e Pino Rossi – Roma