Torino – Daneo

Via Daneo 20

01 ottobre 1968: le suore Ausiliatrici del Purgatorio hanno iniziato la loro vita comunitaria nell’appartamento di Torino – Via Daneo, quartiere Mirafiori. Erano quattro.
Erano gli anni postconciliari, ma già prima l’Istituto aveva accolto le sollecitazioni che invitavano ad essere più presenti tra e con la gente. (cf. le esperienze pastorali di Tradate e Milano-Turro).
Il quartiere Mirafiori era sorto negli anni ’60 ed era composto, prevalentemente, da giovani famiglie provenienti da ogni parte d’Italia, soprattutto dal meridione e dal Veneto, per lo più operai della FIAT. Il parroco, già da alcuni anni aveva cominciato a prendersi cura della futura parrocchia. La chiesa era un capannone prefabbricato che serviva a tutto: messa, catechismo, riunioni…l’oratorio era lo spazio davanti alla parrocchia. Si trattava di coinvolgersi nella formazione di una comunità parrocchiale nascente, di suscitare collaboratori laici (catechesi, animazione, oratorio, genitori…). Le visite domiciliari hanno favorito l’incontro con le famiglie e questo orientamento ci ha caratterizzate nel corso degli anni e continua ad essere presente nei nostri impegni apostolici.
Oggi il quartiere è cambiato; il suo volto simbolo di Torino, reso famoso dalla FIAT, si è modificato. Gli anni del boom economico (1961-71), avevano visto l’arrivo di migliaia di persone. Hanno contribuito al cambiamento anche le forti tensioni provocate, nel 1980, dai licenziamenti (circa 14.000 a Torino) e ciò che hanno significato per il quartiere ed i suoi residenti. Ora la popolazione è sempre più anziana, c’è un calo demografico… sono cambiate le situazioni, le condizioni di vita. Anche la parrocchia ne risente: diversi sono gli anziani soli, e questo comporta per molti sofferenza e depressione; bambini, ragazzi, giovani…i “numeri” della richiesta dei sacramenti possono indicare indifferenza, ma anche de-natalità.
Anche la comunità è cambiata….ora, in via Daneo siamo solo in due.

Paola

Sono trascorsi tre anni dal mio ritorno a Torino-Daneo. Nuovi volti, nuove situazioni…ho ritrovato persone già conosciute, altre non ci sono più. I residenti sono invecchiati…ed io pure.
Pensavo di poter riprendere, almeno in parte, gli impegni anche pastorali che avevo lasciato nove anni prima. Così non è stato. Ho preso, lentamente e realisticamente, coscienza di dover “abbandonare” le mie attese ed accettare e accogliere il “cambiamento.” Con un po’ di fatica.
Ora sono Ministro dell’Eucaristia, guido la lettura della Parola di Dio nel gruppo accolto nella nostra abitazione, collaboro al giornalino parrocchiale; mi è stato chiesto di curare l’archivio provinciale.
Come vivo tutto questo?
Rifletto sul mio percorso di vita, su quanto mi è stato donato e scopro e mi meraviglio per la fedeltà della Sua presenza nel mio cammino. Ci sono i limiti, la fatica si fa sentire (e anche l’età) e allora prendo in mano le Costituzioni là dove si dice: “In ogni periodo la nostra vita deve essere animata dallo stesso slancio apostolico e missionario. Nella malattia, nella passività, nell’invecchiamento, siamo chiamate a vivere la vocazione di Ausiliatrice ad una nuova profondità”. art.35
Questo mi dà forza, certezza, abbandono a Lui.

Sandra