Un lavoro
ecclesiale pastorale, nella
cappellania universitaria, nelle prigioni o in ospedale, nell’accompagnamento
spirituale, in una casa diocesana o d’accoglienza, nella riflessione
teologica…..
o un lavoro
professionale come infermiera,
farmacista, medico, psicologa, insegnante, consigliera per l’inserimento
professionale, educatrice specializzata, .... o ancora in
un’associazione:
alfabetizzazione, sostegno scolastico, distribuzione dei pasti, accoglienza
degli immigrati…..
Siamo così mandate
in luoghi particolari, in ambienti che hanno una loro propria logica, una loro
propria cultura. Vi incontriamo persone molto diverse:
i nostri
colleghi e collaboratori: parroci,
équipe educativa o medica, operatori sociali, universitari…..
le persone
con cui veniamo in contatto: malati
terminali, giovani in cerca d’impiego, persone di tutti i livelli in ricerca di
fede, donne straniere che cercano d’imparare la lingua del Paese….
Siamo segnate,
“trasformate” dal luogo che frequentiamo, dalle persone che incontriamo, dalle
nostre responsabilità.
La vita di preghiera mi “trasforma”
Nel desiderio di
fare della nostra vita una sequela di Cristo, ci mettiamo volentieri alla sua
scuola per imparare a servire nel modo in cui lui l’ha fatto. Ogni giorno,
prendiamo personalmente un tempo di preghiera che è ascolto della Parola di Dio. Esporsi a questa Parola, frequentarla regolarmente ci
“trasforma” in profondità.
La vita comunitaria mi “trasforma”
Il fatto di non
vivere sola ma di condividere con altre suore il
quotidiano non è
indifferente. Condividere i pasti, l’abitazione, i beni (computer, automobile,
libri, radio, registratore…..); o, ancora, vivere con donne di differenti
generazioni (trentenni, cinquantenni, pensionate), di origini diverse sul piano
familiare e culturale (essere originarie del nord o del sud, di una famiglia
numerosa, da un piccolo paese o di una grande città), di Paesi diversi (Italia,
Francia, Rwanda, Croazia, Belgio)…. tutto ciò ci segna!
Missione da una parte, preghiera
dall’altra,
d’altro canto vita comunitaria
Significa che la nostra vita è
spezzettata?
Quale articolazione trovare?
Un’interazione che è una vera
ricchezza!
Queste differenti
dimensioni interagiscono le une con le altre.La nostra vita di
preghiera ha un impatto sul nostro modo di essere nel lavoro; la vita
comunitaria ci rende attente a questa o a quella cosa; gli avvenimenti della
vita, del lavoro abitano la nostra preghiera, ci fanno intendere, può essere,
in modo diverso il tale brano del Vangelo…..
Essere ognuna in luoghi di missione
molto diversificati è una reale fonte di ricchezza.
Per esempio,
immaginate uno scambio a tavola: quella che è infermiera apre la comunità alla
realtà del mondo ospedaliero nel suo funzionamento e a quello che vivono e
attraversano i pazienti. Un’altra suora condivide l’organizzazione del prossimo
grande raduno diocesano dei giovani. Un’altra ancora, con la sua presenza nelle
associazioni del quartiere, ci sensibilizza su ciò che è stato vissuto intorno
al Ramadam…
Noi ci arricchiamo
di questi scambi. Ognuna riparte per il suo luogo di missione con l’apertura di
ciò che le altre hanno condiviso con lei.
In conclusione,
tutte queste interazioni e condivisioni allargano il nostro sguardo, agiscono
sul nostro modo di vedere, di pensare e di prender parte al mondo e alla
società.. Sono tutte le nostre relazioni e il nostro modo di essere nel mondo
che vengono trasformati.