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Il generalato di Madre del Sacro Cuore: mettere radici profonde (1871-1877)

dalla tesi di sr Maria Pidello

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La morte prematura di Maria della Provvidenza lascia un vuoto grande in tutti:

“Siete ben giovani per essere orfane…siate però riempite di speranza nel vostro dolore. Potete rendere viva vostra Madre vivendo in mezzo a voi il suo spirito e i suoi insegnamenti. Cercare di comprendere meglio di quanto l’abbiate fatto finora la bellezza e la grandezza della vostra vocazione e la necessità di corrispondervi con una generosità sempre crescente, questo è il mezzo per rendere vostra Madre immortale in mezzo a voi.”

         Queste parole del padre Olivaint, pronunciate sul letto di morte di Maria della Provvidenza, esprimono bene la direzione del cammino che attende le Ausiliatrici.


         Madre Maria della Misericordia è nominata vicaria in attesa della riunione della Congregazione Generale, che avrà luogo nel mese di agosto; si manda a chiamare dalla Cina Madre del Sacro Cuore perché sia presente in questo momento decisivo della vita dell’Istituto.

I mesi che preparano la Congregazione Generale sono segnati da prove particolarmente forti e dolorose: Parigi vive i tempi travagliati della Comune, con una persecuzione accesa nei confronti delle istituzioni religiose: perquisizioni, arresti ed esecuzioni sommarie sono all’ordine del giorno, e si ritiene di non poter mantenere un numero alto di suore nella comunità della Barouillère; Bruxelles accoglierà per diversi mesi quasi tutte le parigine, raddoppiando i numeri della comunità e trasformando i corridoi in dormitori.

La Comune è contrastata dai “Versaillais”, esercito fedele al Re, che entra in città facendo esplodere la battaglia in modo violento nelle vie di Parigi. Nel mese di marzo viene ucciso l’arcivescovo di Parigi, monsignor Sibour.

         La comunità dei gesuiti di rue de Sèvres è particolarmente presa di mira…la notizia dell’arresto di cinque padri tra cui il padre Olivaint giunge come un fulmine a ciel sereno a rue de la Barouillère un giorno del mese di maggio, lasciando tutte sgomente.

            Il 26 maggio tutti i padri arrestati vengono uccisi, e i loro corpi, massacrati, sono riportati a rue de Sèvres qualche giorno dopo, dove vengono svolti i funerali in mezzo alla commozione e al riconoscimento di una folla immensa.

Le Ausiliatrici perdono qui sulla terra un altro importante sostegno, ne acquistano uno nuovo in cielo…alla comunità è chiesto di crescere in fretta.

Il 14 agosto 1871 la Congregazione generale riunita a Parigi elegge Madre del Sacro Cuore nuova Madre Generale.

Il suo generalato sarà il più corto nella storia dell’Istituto, sei anni appena, ma un tempo sufficiente per aiutare il Corpo a rafforzarsi nello “spirito interiore”, come lei amava ripetere.

Prima di essere nominata Madre Generale, la Madre del Sacro Cuore aveva avuto incarichi nella formazione, come Maestra delle Novizie e istruttrice del Terz’Anno; aveva poi aperto la casa di Nantes e la missione in Cina.

Durante questi anni aveva vissuto e gustato in pienezza lo slancio apostolico e missionario dell’Istituto: nella sua ultima tappa aveva amato profondamente il popolo cinese e apprezzato la possibilità di vivere la missione in una cultura così diversa dalla propria.  

Donna fortemente apostolica ma profondamente radicata nell’appartenenza a Gesù Cristo, “la sua grazia speciale fu di formare anime di preghiera, anime fondate solidamente nelle virtù.”

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“Sforziamoci di crescere dalle radici”, era una delle sue espressioni preferite.

Riportiamo alcune sue indicazioni riguardo al rapporto tra vita spirituale e apostolato:

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“In una comunità giovane, piena di slancio, e che cerca ancora un po’ la sua strada, ci sono molti pericoli da evitare, molti entusiasmi da moderare perché ‘la casa interiore possa crescere come la casa esteriore, cioè che lo spirito di preghiera e di unione a Dio si sviluppi nello stesso modo che lo zelo apostolico’. ”

“Se amiamo Nostro Signore, non ci sarà difficile essere attente alla Sua presenza; in mezzo alle nostre opere di zelo, il nostro cuore si volgerà verso di Lui, la nostra azione non ne soffrirà affatto.”

“La preghiera è una gran cosa, lo zelo anche, ma l’uno e l’altra sono vie di santificazione solo nella misura in cui vi si trova la volontà di Dio. In mezzo ai lavori più oscuri o agli insuccessi, potete essere apostole in Purgatorio, e soccorrere le anime con la vostra piccolezza e umiliazione.”

Durante i sei anni del suo Generalato accompagna dunque l’Istituto in un radicamento spirituale, perché l’azione apostolica possa scaturire come risposta di amore al Signore, amore maturato e purificato da un cammino forte di umiltà, di verifica della retta intenzione e rinnegamento dell’amor proprio.

Madre del Sacro Cuore istituisce il periodo del “Juvenat”, (normalmente in italiano “Juniorato”), un tempo di due anni di formazione per le suore uscite dal Noviziato, durante il quale ci si prepara alla missione attraverso uno studio approfondito della catechesi e l’apprendistato nella cura dei malati poveri. Una nuova opera, la Scuola Professionale per le ragazze, vedrà le giovani suore direttamente impegnate nella relazione con le allieve.

Un altro aspetto di radicamento necessario riguarda l’approvazione delle Costituzioni, alle quali lei stessa aveva lavorato, in collaborazione con il padre Basuiau, prima di partire per Nantes. I passi per un’approvazione più definitiva da parte di Roma proseguono, ma sarà solo nel 1878, un anno dopo la sua morte, che Leone XIII le approverà per dieci anni “ad experimentum”.

Dal punto di vista apostolico e dello sviluppo dell’Istituto, possono essere segnalati alcuni avvenimenti importanti che caratterizzano i sei anni di questo generalato: alcuni sono in una linea di consolidamento e sviluppo delle opere già esistenti, altri sono invece elementi di novità.

 

Sul piano apostolico:

         Verso la fine del 1871 nasce in un’ala della Barouillère la Scuola Professionale per ragazze, già ideata e desiderata da Maria della Provvidenza e padre Olivaint, in risposta ad un vuoto educativo impressionante per le giovani generazioni dei quartieri popolari.

         In un percorso formativo di tre anni le ragazze sono accompagnate nell’apprendimento di un mestiere (taglio e cucito, disegno su porcellana…) e nella loro crescita umana e cristiana.

         L’esperienza, iniziata con ragazze raccolte sulla strada particolarmente turbolente e vivaci, diventa una tappa molto significativa nella loro crescita, offrendo un ambiente positivo e sano, in cui crescere dal punto di vista affettivo e spirituale.

         La Scuola è subito affidata alla direzione di una donna laica, Mlle Fleuriot, che l’ha guidata con dedizione e competenza. La madre Saint-Pierre ne è stata l’anima per trent’anni, con un’attenzione speciale agli incontri con le famiglie delle ragazze.

         Quest’opera educativa troverà una compagna in Cina, dove nel 1872 viene aperta un’esperienza simile.

            Bruxelles porta invece una bella novità dal punto di vista pastorale: a fianco delle riunioni per le bambine e ragazze, si iniziano nello stesso periodo attività per ragazzi e giovani, rispondendo alle richieste insistenti della parte maschile del quartiere…

In questi anni la Cina conosce un grande sviluppo apostolico: il numero degli allievi aumenta, sia all’internato (per la colonia europea), sia nella scuola diurna, per i cinesi. Nel 1873, 242 orfani sono ricevuti all’orfanatrofio.

Le giovani Presentandine svolgono la loro attività di evangelizzazione nei villaggi a diretto contatto con la popolazione delle campagne, condividendone le condizioni di vita; nel novembre 1873 le prime quattro novizie cinesi emettono i loro voti.

Last Updated on Saturday, 26 November 2011 15:37