
Viviamo a “Cosenza Vecchia” in un appartamento di un vecchio palazzo. Abbiamo scelto di abitare in mezzo alla gente in questa zona perché il quartiere oggi rappresenta una periferia della città. Come tale, è conosciuto per lo spopolamento, il degrado e l’abbandono delle Istituzioni, eppure è tra i centri storici più affascinanti d’Italia. La vita tra i vicoli ci permette di riconoscerci nei legami col vicinato, con i parrocchiani e nelle relazioni semplici e fraterne che è facile instaurare.
Ognuna di noi ha impegni diversi, ma come comunità desideriamo essere una presenza nelle realtà ecclesiale e sociale. Proviamo a metterci in ascolto della realtà locale (collaborando con realtà associative ed ecclesiali) per valorizzarla nelle sue risorse talvolta nascoste, e a vivere relazioni semplici e gratuite con le persone che incontriamo.

Sono Lorena, originaria di Torino (con radici campane) e vivo a Cosenza da settembre 2014. In questi undici anni ho avuto modo di attraversare diverse realtà territoriali, lavorative e pastorali.
Attualmente ho un contratto part time come insegnante di matematica presso un istituto tecnico della provincia. Pur nella fatica educativa quotidiana, ho la fortuna di poter vedere crescere generazioni di studenti e spesso di tessere con loro relazioni di vero affetto reciproco che si prolunga dopo il tempo condiviso tra i banchi. Con loro amo non solo cercare di semplificare una disciplina considerata ostica, ma ascoltare le loro domande di natura più esistenziale e sono contenta quando poco per volta mi rendo conto che si mettono alla ricerca delle loro risposte. Anche con i colleghi, con cui condivido lunghi viaggi in macchina, è facile instaurare rapporti di amicizia e stima. Con loro condivido intuizioni, affanni e speranze, chiacchiere e… “ciotìe” come si dice qui.
Da un anno coordino le comunità religiose femminili della diocesi e questo mi dà la possibilità di scoprire a piccoli passi tante sorelle dai diversi carismi apostolici. E’ qualcosa di cui ringrazio il Signore perché ravviva in me il desiderio di tessere legami di comunione, all’interno di una Chiesa locale multiculturale (sono molte infatti le suore provenienti da diversi continenti).
Infine, seguo alcune persone in accompagnamento spirituale e ho l’impegno di portare nel cuore il cammino delle nostre comunità in Italia, affiancando la Provinciale nel consiglio.

Mi chiamo Claudia, ho settant’anni e sono a Cosenza da tre anni circa. Sono in pensione e quindi posso dedicarmi al volontariato, che ho sempre promosso e che ora vivo anch’io. Sono impegnata con la Migrantes e con la Caritas e posso mettere insieme, in ambedue i luoghi, l’ascolto e l’incontro diretto con le persone e attività di formazione, di approfondimento, di promozione, collaborando con persone da cui imparo la dedizione, la creatività, l’impegno a tutto campo.
L’ascolto e l’incontro con stranieri e italiani, mi avvicina alle situazioni di povertà e alle difficoltà che molti si trovano ad affrontare e mi obbliga a ricercare soluzioni, aiuti, a esercitare memoria e fantasia, e la virtù della speranza ma contemporaneamente la virtù dell’umiltà per vivere il limite e l’impotenza.
Un gruppo di coppie con cui ascolto e rifletto sul Vangelo, incontri e occasioni di confronto e di preghiera, il gruppo ecumenico ravvivano la speranza di una Chiesa plurale e senza divisioni…
Cosenza e dintorni così eterogenea, con la sua bellezza…la natura e i colori, i vicoli, gli angoli storici e i nuovi palazzi …le persone e le variegate convivenze…”mi rallegrano il cuore” e mi fanno dire “ci sto bene”!

Mi chiamo Ilaria e sono giovane professa al quinto anno di voti. Nel contesto in cui sono è difficile spiegare cosa faccio, poiché spazio tra diverse cose. Si tratta soprattutto di ascoltare e farmi prossima di quanti incontro. In particolare, mi muovo tra la realtà dei giovani all’Università e la realtà di quartiere, cercando di tessere legami, promuovere, incoraggiare e accompagnare le persone.
Collaboro con altre realtà per giovani in Italia e con altre religiose di spiritualità ignaziana.
Sono anche economa della comunità e questo servizio mi permette di riflettere meglio sulle sfide di oggi dettate da un sistema che genera sempre più povertà; vigilare sullo stile di vita; avere uno sguardo ampio e solidale sul mondo. Passando da panorami mozzafiato di montagne e colline che abbracciano Cosenza, mi piace camminare e stupirmi davanti al Dio delle sorprese, cercarlo e trovarlo in ogni cosa e persona.



